Cartella protetta di Google Foto su iPhone: accesso, backup e copie
Una foto nella Cartella protetta non compare nelle viste abituali di Google Foto. Prima di spostarla, però, controlla il backup e le altre versioni salvate: la protezione riguarda gli elementi effettivamente inseriti.
La cartella protegge i file che inserisci al suo interno
- Visibilità
Gli elementi escono dalle viste abituali di Google Foto.
- Accesso
Face ID, Touch ID o il codice dell’iPhone.
- Backup
Verifica l’impostazione della cartella e i backup manuali.
- Altre copie
Controlla modifiche, esportazioni e file salvati altrove.
Se il backup della cartella è disattivato, lo spostamento può eliminare il precedente backup di Google Foto. Verifica prima di spostare.
Configura la cartella in Google Foto
Apri Google Foto sull’iPhone e vai in Raccolte, poi nella sezione Bloccato. Segui la procedura per configurare la Cartella protetta. La guida ufficiale per iPhone e iPad indica iOS 15 o successivo. I nomi e la posizione dei comandi possono cambiare con la versione dell’app.
Prova prima con un’immagine senza contenuti privati. Leggi la conferma dello spostamento e controlla dove si trova poi il file. Un’operazione in Google Foto non verifica automaticamente tutti gli originali in Foto di Apple, i download e le esportazioni.
Chi può sbloccare la cartella?
Sull’iPhone si usa Face ID, Touch ID o il codice del dispositivo. Non puoi impostare una password diversa soltanto per la Cartella protetta. Chi può utilizzare questi metodi di sblocco può quindi accedere anche al suo contenuto.
Gli elementi della cartella non vengono mostrati nella griglia normale di Google Foto, nelle ricerche, negli album e nei ricordi. L’archivio è diverso: una foto archiviata può ancora comparire nei risultati di ricerca. Per condividere un elemento della cartella devi prima spostarlo all’esterno.
Decidi il backup prima dello spostamento
Dalla foto del profilo apri le impostazioni di Google Foto, quindi le opzioni di backup della Cartella protetta. Sblocca la cartella e verifica l’impostazione. Il backup automatico della cartella richiede che sia già attivo il backup generale di Google Foto. Anche con l’automatismo della cartella disattivato, puoi eseguire manualmente il backup di singoli elementi.
Senza backup, quei file rimangono soltanto sul dispositivo. Puoi perderli insieme al telefono o disinstallando l’app. Google segnala anche un’altra conseguenza: spostare un elemento nella cartella con il relativo backup disattivato elimina il backup che quell’elemento aveva già in Google Foto. Controlla questa condizione prima di spostare una foto insostituibile.
Scegli dove conservare una copia recuperabile e chi può accedere a quel luogo. Google parla delle normali pratiche di crittografia di Google Foto: non è una base per promettere crittografia end-to-end o una password indipendente della cartella.
Controlla le versioni rimaste fuori
Lo spostamento non include copie correlate, versioni modificate o foto condivise che altre persone hanno salvato. Uno screenshot o un’esportazione possono quindi richiedere una scelta separata. Miniature uguali non dimostrano che un solo comando gestisca tutti i file.
L’album delle foto nascoste di Apple è una funzione distinta. Anche la sincronizzazione delle foto nascoste con iCloud segue regole diverse dal backup di Google Foto. Controlla l’elemento concreto in ogni servizio che usi.
Ritrova le foto private dimenticate
Sensitivity aiuta a individuare possibili immagini di nudità o contenuto sessuale nei file compatibili a cui concedi accesso. Non esamina il tuo account Google, non aggira la Cartella protetta e non ritira file dai dispositivi di altre persone.
Verifica ogni suggerimento: una foto comune può essere segnalata e un’immagine intima può sfuggire. Esamina manualmente anche documenti e screenshot di conversazioni private. La scansione della libreria accessibile affianca il controllo delle copie, ma non certifica che siano tutte protette.